Per questo articolo metto un po' le mani avanti: dopo aver lavorato circa due ore, il mio computer ha deciso di spegnersi ed ho perso tutto. Quindi ho dovuto ricominciare, sperando che il flusso dei miei pensieri abbia una logica; se non la avrà sapete il perché.
Dalla seconda puntata della stagione finale di Game of Thrones ci si aspettava di più. Così è stato. Un episodio più emozionante e con una scrittura migliore, con dialoghi più ispirati e interessanti rispetto alle ultime puntate. C'è del fan service, non si può negare, ma è fatto bene.



Si parte subito con il "processo" a Jaime. Daenerys ha finalmente davanti colui che ha ucciso il padre (ricordiamo che il genitore non era sanissimo di mente) e vorrebbe avere la sua vendetta. Tyrion prende le parti del fratello, ma non è molto considerato dalla Regina dei Draghi. Nella discussione si inserisce anche Bran che pronuncia la frase "Quante cose si fanno per amore", che Jaime disse quando lo spinse dalla torre causando la paralisi del ragazzo. Frecciatina che capiscono solo loro due e noi spettatori; si confronteranno poi in un secondo momento. E' la difesa di Brienne, così accorata, che convince Sansa e Jon a non giustiziare lo Sterminatore di Re. Questo non rende affatto felice Daenerys, che si trova in minoranza, e ne paga le conseguenze Tyrion che vede la sua spilla da Primo Cavaliere staccarsi pian piano (metaforicamente).



In questo episodio assistiamo alla dimostrazione del cambiamento radicale e dell'evoluzione del personaggio di Jaime. Il suo confronto con Bran, in privato, in cui si  dimostra dispiaciuto di avergli causato quel brutto incidente e si chiede perchè non abbia detto la verità davanti a tutti; il ragazzo non lo perdona certo, ma trascende gli eventi passati, perché è il Corvo a Tre Occhi e il pericolo è incombente.
Lo scambio di battute con il fratello, in cui entrambi riconoscono i propri errori: Tyrion capisce di avere sottovalutato Cersei e Jaime comprende che il suo più grande sbaglio e stato amarla, nonostante sapesse il mostro che fosse. Poi si dirige verso Brienne per chiederle la possibilità di combattere al suo fianco, ma non come comandante (cosa che avrebbe fatto in altri tempi), ma come semplice soldato, sentendosi onorato di stare agli ordini di lei. Una dimostrazione di stima veramente importante; ma non è la scena migliore tra i due.



Nel frattempo Jorah fa ragionare Daenerys facendole capire che Tyrion non è così pessimo, come lei pensa, e che tutti commettono errori (lei non è stata certo esente) e sopratutto la convince a parlare con Sansa.
Il dialogo tra le due è molto teso, inizialmente, poi si scioglie un po' quando la Madre dei Draghi confessa di amare Jon; tutto si irrigidisce nuovamente quando Sansa chiede delle future sorti del Nord, quando la Spezzatrice di Catene conquisterà il Trono. Quest'ultima non è certo felice di questa domanda. Lei vuole governare sui Sette Regni, tutti i Sette Regni. Probabilmente è troppo attaccata al potere? E' davvero diversa dal padre o è una minaccia? Sta diventando una villain?
Non facciamo in tempo a chiederci tutto ciò che le interrompe l'arrivo di Theon che vuole combattere per gli Stark, per Sansa, la quale lo abbraccia con trasporto. E' stato un momento davvero commuovente e non escludo che tra i due possa nascere qualcosa di più profondo.



Altro momento toccante coinvolge Sir Davos che distribuisce la minestra nel cortile. A lui si avvicina una bimba, che tanto ricorda Shireen, che chiede di combattere al posto dei fratelli che sono morti; fortunatamente Gilly la distoglie dal suo intento e la convince a stare con lei al sicuro nelle cripte (al sicuro, non so fino a che punto).
L'arrivo dei Guardiani della Notte con Ed l'Addolorato, Tormund e Beric conferma che gli Estranei sono vicini, molto vicini: prima dell'alba saranno alle porte di Grande Inverno.
Urge un consiglio di guerra per decidere la strategia da adottare (con una mappa stile Risiko). Bran rivela che il Re della Notte vuole lui, per eliminarlo, in quanto Corvo con Tre Occhi, rappresentando la memoria di Westeros: il ragazzo farà da esca. E con questo piano non fantastico si congedano e ognuno affronterà le prossime ore in attesa della battaglia a suo modo.



E' interessante come ogni personaggio reagisce alla possibile morte imminente. Vediamo inizialmente Ed, Sam e Jon che "cominciano la loro guardia"; mentre loro fanno i loro discorsi tutti noi abbiamo pensato: "Guarda c'è Spettro, ma dov'era finito?".
Poi Sam consegna la spada di famiglia "Veleno del Cuore", in acciaio di Valyria, a Jorah, che la brandirà in onore del padre; menzione speciale alla presenza di Lyanna Mormont, sempre badass, sopratutto con l'armatura.
Anche lo scambio di battute tra Arya e il Mastino è interessante, denota quanto entrambi siano profondamente cambiati.
Simpatico il momento delle "chiacchiere intorno al camino". Prima Tyrion e Jaime, poi alla spicciolata Brienne, Podrick, Davos e Tormund (che non smette mai di provarci con Brienne).  Tra un bicchiere di vino, una battuta, un ricordo delle battaglie passate, tutto porta al momento migliore della puntata.
Tutti si chiedono perché Brienne non è cavaliere. Non ha mai ricevuto il titolo in quanto donna, perché le tradizioni stabiliscono questo. Eppure lei lo meriterebbe. Così Jaime, in quanto cavaliere, la invita a inginocchiarsi e la nomina Cavaliere dei Sette Regni. E' stato un bel momento, intenso. Vedere l'espressione di Brienne dall'incredulità, alla commozione e infine alla felicità immensa. Tutti applaudono e anche noi lo abbiamo fatto.



Parliamo adesso della scena che ha scandalizzato metà degli spettatori. Arya fa l'amore con Gendry. 
Lei è una ragazza pragmatica e pensando che potrebbe morire, decide di provare la sensazione di stare con qualcuno. Gendry e lei hanno sempre avuto un feeling e ormai è una donna.La tensione tra loro è stata costruita bene e in modo graduale, a differenza di Jon e Daenerys. Capisco che qualcuno ha storto il naso, perché abbiamo visto crescere il personaggio e l'attrice. Ammetto, ho cercato anche io l'età e mi sono tranquillizzata leggendo che era maggiorenne. Obiettivamente la scena, però, non è fine a sé stessa e nemmeno volgare. Il personaggio fa azioni coerenti: è aggressiva, ma delicata allo stesso tempo. Oltretutto non è un momento stucchevole, come lo è quello tra Verme Grigio e Missandei (che per il discorso che hanno fatto, almeno uno dei due mi sa che ci lascia). 



Nel frattempo Podrick intona la canzone di Jenny (che sentiremo anche nei titoli di coda) che ci trasmette quel velo di malinconia e commozione; molto Signore degli Anelli.
La puntata si conclude nelle cripte, come la prima. Jon rivela a Daenerys la verità e il suo vero nome.
L'unica preoccupazione della ragazza dai capelli argentati è che lui è l'ultimo erede maschio della Casata Targaryen e potrebbe rivendicare il Trono. Io, sinceramente mi preoccuperei del fatto che mi sono innamorata di mio nipote e lui a sua volta di me. Per Daenerys i problemi sono altri e non considera nemmeno lo stato d'animo di questo poverino che, dopo una vita, scopre una verità del genere, complicata dai suoi attuali sentimenti. La reazione di lei è tra l'infantile e l'inquietante.
Vengono interrotti dai corni (fortuna per Jon), che annunciano l'arrivo degli Estranei.
La battaglia sta per cominciare. Chi ci lascerà? (perché qualcuno lo farà)




4/5 Stelle