La RAI ha puntato molto su questa serie, tratta dal romanzo di Umberto Eco. Un cast di un certo peso: John Turturro interpreta Guglielmo da Baskerville (ed è produttore esecutivo della serie stessa), Rupert Everett è Bernardo Gui, Micheal Emerson è Abbone da Fossanova (l'abate del monastero benedettino, luogo cruciale della narrazione); ma anche tanti talenti italiani come Stefano Fresi che è Salvatore, Fabrizio Bentivoglio che interpreta Remigio da Varagine e Alessio Boni nei panni di Dolcino. Questi sono solo alcuni dei nomi, forse i più "altisonanti" di un comparto attoriale di tutto rispetto.
Le riprese sono state fatte interamente in Italia, tra Abruzzo, Umbria e Lazio. Dei panorami veramente stupendi. Non si è rinunciato, però, all'uso degli studi di Cinecittà per la ricostruzione di chiostri e chiese. La "differenza" tra reale e scenografia non si è notata tantissimo a dire la verità.
Tutti si ricorderanno del film (perlomeno chi lo ha visto), con Sean Connery interprete del francescano investigatore. E' importante ricordare che la pellicola si è presa delle libertà, approvate comunque dall'autore del romanzo. Si vedrà se anche la serie RAI ha fatto lo stesso (anche se la dicitura "tratta dal romanzo di Umberto Eco" ponga dei limiti di manipolazione, a mio avviso). Ci sono, comunque, citazioni al film, come delle inquadrature quasi "fotocopiate", ma la regia è molto personale e moderna mio avviso. Come la fotografia che, già dalla sigla, detta le sue leggi cromatiche, molto interessanti.
Unico neo, ma è un mio problema, mi sono mancate le sensazioni del thriller; questo perchè conosco un pò la storia, quindi molti fatti non mi sono risultati nuovi.
Possiamo affermare, con certezza, che la nostra TV Nazionale ha vinto la scommessa. Con Il Nome della Rosa prosegue il filone di produzioni nostrane, ma dal taglio internazionale e di alto livello (come è la serie I Medici), che sta avendo un enorme successo di critica e pubblico. La prima puntata, andata in onda lo scorso 4 Marzo su Rai1 ha registrato il 27,4 % di share, con oltre 6,5 milioni di spettatori. Questo è un segno incoraggiante sotto vari aspetti, sopratutto socio-culturali.
Il Nome della Rosa, però, non è Game of Thrones, paragone su cui molti stanno insistendo. Parliamo di due prodotti diversi, con atmosfere e finalità diverse. Uno è tratto da un romanzo prettamente storico, ricercato e anche filosoficamente complesso nel suo insieme; l'altro è un fantasy, che da qualche stagione ha preso autonomia (e forse distanza) dall'opera originale.
E poi, insomma, un pò di orgoglio italiano! Non voglio dire che il Nome della Rosa sia superiore, ma di certo è un ottimo competitor.
Pur non avendo visto solo la prima puntata, mi sento di promuoverlo.
E voi, cosa ne pensate?
4,5 / 5 Stelle
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