La lista è un bene assoluto, la lista è vita. Tutt'intorno, ai suoi margini, c'è l'abisso.

Sono passati ben 25 anni dall'uscita di Schindler's list, il capolavoro di Spielberg che vinse ben 7 Oscar e i cinema lo ripropongono dal 24 al 27 Gennaio, Giorno della Memoria. Perchè andare a vedere un film "vecchio"? E' una domanda superflua, la risposta è: Perchè si!

A parte questa bonaria imposizione, di motivazioni per vedere questo film ce ne sono. Non è un semplice film tratto da un romanzo che racconta una storia vera.



Innanzitutto vi invito a guardare il trailer realizzato per questo anniversario (lo trovate linkato in fondo) e sfido chiunque a non provare una qualche emozione. Io personalmente ho i brividi e commuovo ogni volta che lo vedo, sopratutto quando parte la musica, colonna sonora famosissima, non riesco a trattenere la lacrima. Sarò io ipersensibile? Probabile, ma è innegabile che tocca le corde dell'anima; sopratutto pensando che certe cose sono accadute davvero. La gente ha perso la vita per la crudeltà umana, non semplice follia, che non sarebbe giustificabile in ogni caso, ma la cattiveria lucida e consapevole. Il film mostra tutte le sfaccettature umane, è brutale nelle immagini, tagliente nei dialoghi, di impatto. 


Il vero potere non è poter uccidere, ma avere tutti i diritti di farlo, e trattenersi!


Ogni frame, ogni scena, ha un significato ben preciso. E' stato girato con l'intenzione di rendere la visione reale, non "artificiosa", seguendo uno stile quasi documentaristico, per per restituire allo spettatore spontaneità e verità. La colorazione in bianco e nero è voluta. Citando Wikipedia: "per Spielberg, la rappresentazione della realtà in bianco e nero rappresenta l'Olocausto stesso: L'Olocausto fu vita senza luce. Per me il simbolo della vita è il colore. Per questo un film che parla dell'Olocausto deve essere in bianco e nero". Questa scelta ha sicuramente dato alla pellicola un peso emotivo maggiore e la distacca dal momento storico in cui è stata effettivamente girata, rendendola a tutti gli effetti immortale.



Ed il simbolismo è parte della narrazione a tutti gli effetti. Come dimenticare il cappotto rosso della bimba, unico "picco cromatico", sempre citando il regista: "Era evidente come una bambina con un cappotto rosso che cammina per la strada, ma nessuno pensò di bombardare le linee ferroviarie tedesche. Nulla fu fatto per fermare... l'annientamento degli ebrei europei. Quindi questo è il mio messaggio nel lasciare quel particolare del film a colori"
Le interpretazioni sono intense, magistrali, forti. Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes sono solo tre nomi di questo cast spettacolare. Della musica ho già parlato, così penetrante, diventata immortale simbolo della Shoah.  



Non voglio soffermarmi sulla trama, perchè ritengo sia abbastanza conosciuta e, anche se non lo fosse,questo film va vissuto. Vorrei solo citare una scena, che per me è veramente struggente. Quando Schindler si dispera perchè avrebbe potuto salvarne di più, mentre tutti lo ringraziano per quello che ha fatto. Per lui non è stato abbastanza, perchè sa (o per lo meno immagina) quanti purtroppo non ce l'hanno fatta. Solo a scriverlo adesso, ripensandoci, ho i brividi e i lucciconi agli occhi.


Chiunque salvi una vita salva il mondo intero.

Ci sono film che, almeno una volta nella vita bisogna vedere e Schindler's List è uno di questi. Non bisogna farsi scoraggiare dalla durata (3 ore e 16 minuti), perchè obiettivamente perdiamo tanto tempo durante le nostre giornate a fare cose futili; quindi, se avete possibilità, dal 24 al 27 gennaio, andate al cinema e aprite i vostri cuori e la vostra mente.


5/5 Stelle